Arriva da “Ambiente e Vita” una nota sulla gestione dei Monti Picentini da parte dell’Ente Parco Regionale dei Monti Picentini “Il caso della manifestazione cinofila autorizzata sull’Altopiano del Laceno dall’11 al 14 giugno 2026 non è una semplice svista burocratica, ma il sintomo di una gestione amministrativa che solleva forti perplessità. L’attuale governance dell’Ente Parco corre il rischio di apparire totalmente subalterna a logiche esterne, distanti dai compiti istituzionali di conservazione ambientale. Scelte del genere espongono l’ente a critiche circa il sospetto che si vogliano assecondare logiche di chi, nella provincia di Avellino, si muove secondo dinamiche settoriali o di mero consenso elettorale. In questo modo, si privilegiano interessi immediati a discapito di una visione di sviluppo socio-economico reale, sostenibile e a lungo termine, che dovrebbe invece giovare all’intera comunità provinciale.Proprio per questo, la Regione Campania ha il dovere di intervenire. È compito dell’amministrazione regionale vigilare con fermezza sulla gestione di questo e degli altri enti parco regionali, si rischierebbe di ridurre l’ente ad un ufficio di comodo privo di incisività. Le istituzioni regionali, che hanno professato una chiara attenzione all’ambiente e alla transizione ecologica, devono agire d’urgenza per fermare queste derive: la natura non si protegge con la tolleranza verso tali decisioni. A cosa servono i piani sulla transizione ecologica e sulla tutela ambientale se poi le istituzioni cedono alle pressioni delle realtà locali? La stessa Regione Campania ha adottato a fine 2024 nuovi Piani di Gestione per i siti della Rete Natura 2000, con rigide e severe regole, nonché con importanti divieti che hanno lo scopo di tutelare questa importantissima area protetta.Giugno rappresenta il mese di picco riproduttivo e della nidificazione a terra. Permettere lo sguinzagliamento di decine di cani sui prati sommitali si pone in palese contrasto con la tutela della biodiversità. Il rischio concreto è la distruzione dei nidi, un prezzo inaccettabile da pagare per accontentare una ristretta platea di appassionati nel momento meno opportuno dell’anno. La parzialità dell’Ente Parco emerge in modo evidente anche dalle tempistiche del rilascio del nulla osta, firmato il 9 giugno per un evento che ha inizio l’11 giugno. Un’istruttoria ambientale complessa e delicata è stata liquidata in appena sette giorni lavorativi, tempistica che appare insufficiente per garantire i necessari approfondimenti tecnici, infatti il nulla osta non è corredato da una relazione tecnica.Pubblicare l’atto all’Albo Pretorio a sole 48 ore dall’inizio dell’evento produce un effetto inaccettabile: riduce drasticamente i tempi utili per l’attivazione degli ordinari strumenti di tutela amministrativa e, nei fatti, il diritto delle associazioni di difendere legalmente il territorio. Si pone la collettività e la cittadinanza attiva davanti al “fatto compiuto”, ostacolando l’accesso a un ricorso d’urgenza al TAR e violando i principi fondamentali di trasparenza e partecipazione amministrativa. Restiamo a disposizione dell’Ente Parco per ospitare eventuali repliche o chiarimenti sulle tempistiche del nulla osta.In attesa dei Forestali e della Regione CampaniaLa formale diffida inviata da Gerardo Colarusso ai Carabinieri Forestali e alla Regione Campania costituisce l’azione necessaria per ripristinare le regole. Chiedere il blocco della gara è un atto di responsabilità civile e un passo doveroso contro una gestione discutibile del territorio.Se i vertici del Parco derogano alla propria missione istituzionale, spetta agli organi di magistratura e alla vigilanza forestale verificare la legittimità degli atti e ripristinare la legalità. L’area protetta dell’Altopiano merita rispetto e non può diventare oggetto di concessioni di natura politica”.


