Si chiama Italie – Storie che ritornano, comunità che ripartono, il nuovo progetto promosso da Asmel, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali. L’obiettivo è invertire la rotta dello spopolamento nei piccoli borghi italiani, puntando sugli italo-discendenti e restituendo centralità ai territori marginali attraverso un modello innovativo di sviluppo sostenibile e inclusivo.
Con oltre 4.600 enti locali associati, Asmel è da oltre un decennio punto di riferimento per la modernizzazione della pubblica amministrazione locale. Con Italie, l’Associazione estende la propria azione anche sul fronte sociale e territoriale, promuovendo il ritorno in Italia dei cittadini stranieri di origine italiana e sostenendo i Comuni nel rilancio delle aree interne promuovendo la formazione di comunità coese e resilienti.
Secondo i dati Istat, infatti, negli ultimi dieci anni la popolazione delle aree interne italiane è calata del 5%, fino all’8% nei Comuni ultraperiferici e quasi il 90% dei Comuni rurali rischia un ulteriore calo demografico.
Il progetto si articola attraverso azioni concrete e strumenti digitali: dalla piattaforma ItaLink, che incrocia domanda e offerta di lavoro tra borghi e cittadini stranieri di origine italiana, alla coprogettazione con le comunità locali, passando per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, la semplificazione amministrativa e il potenziamento dei servizi digitali e sociali per i nuovi residenti.
Il progetto ha già mosso i primi passi internazionali con un incontro in Uruguay, lo scorso 28 agosto a Punta del Este, che ha visto la partecipazione di istituzioni, cittadini e giornalisti.
Durante l’evento, il Segretario Generale di Asmel, Francesco Pinto, ha sottolineato: «Il Sudamerica è il cuore pulsante della diaspora italiana. Qui non parliamo solo di numeri, ma di storie, di famiglie, di sogni che chiedono di tornare a casa. Italie è il ponte che mancava tra questi sogni e i territori che vogliono rinascere».
L’Uruguay ospita una delle più grandi comunità di origine italiana in America Latina, con una grande influenza culturale. Nel 2020, si stimava che in Uruguay vivessero quasi 130.000 cittadini italiani (inclusi i cittadini uruguaiani con doppia cittadinanza). Questo numero indica la presenza di un’ampia e influente comunità italiana nel paese, che ha lasciato un segno culturale profondo, specialmente nella gastronomia e in alcune città come Montevideo e Paysandú.
«Italie nasce per rispondere in modo strutturale a una delle sfide più urgenti per i Comuni: la perdita progressiva di popolazione nei borghi – afferma il Presidente Asmel, Giovanni Caggiano – Vogliamo restituire futuro a territori ricchi di storia e cultura, offrendo ai Comuni strumenti semplici ed efficaci per attrarre nuove energie e trasformare il declino in rinascita.»
Si stima che in tutto il mondo vi siano tra i 60 e gli 80 milioni di italo-discendenti, anche se alcune fonti indicano una cifra fino a 180 milioni di persone con origini italiane. La più grande comunità si trova in Brasile (circa 32 milioni) e in Argentina (oltre 30 milioni), ma ci sono significative comunità anche negli Stati Uniti e in altri paesi dell’America Latina.
Dopo l’Uruguay, Asmel guarda ad altri Paesi con forte presenza di comunità italiane, come Brasile, Stati Uniti e Canada, e intende rafforzare la rete dei Comuni aderenti, già coinvolti in percorsi di rigenerazione urbana e sociale.
Anna Bembo


