Restituire un nome, una storia e un posto nella memoria collettiva a quanti hanno perso la vita o sono scomparsi durante i conflitti mondiali. È questo il significato del volume Caduti e dispersi di Capriglia Irpina nella Prima e Seconda Guerra Mondiale, scritto da Agostina Spagnuolo, che sarà presentato venerdì 30 ottobre, alle ore 17.30, nell’aula consiliare del Comune di Capriglia Irpina, in piazza Municipio.
L’iniziativa, promossa dal Comune, rappresenta un’occasione per ripercorrere una pagina dolorosa della storia locale, riportando l’attenzione sulle vicende di quanti, nel corso delle due guerre mondiali, non fecero ritorno a casa. Un lavoro di ricostruzione storica che contribuisce a preservare il ricordo delle vittime e a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del prezzo umano dei conflitti.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del sindaco di Capriglia Irpina, Nunziante Picariello, e di Raffaele Zambella, consigliere delegato alla Cultura. Seguiranno gli interventi della professoressa Silvana Falzo e del professor Fausto Baldassarre, chiamati ad approfondire i contenuti e il valore storico e civile della pubblicazione.
A moderare il confronto sarà Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia. Le conclusioni saranno affidate all’autrice, Agostina Spagnuolo, che illustrerà il percorso di ricerca alla base del volume.
Il legame con il territorio irpino rappresenta il filo conduttore dell’impegno di Agostina Spagnuolo, che spazia dalla poesia alla saggistica, passando per la ricerca antropologica. Tra le sue pubblicazioni figurano Di cenere e di pane, viaggio nella civiltà contadina tra Capriglia Irpina e Guardia Lombardi, Capriglia Irpina, appunti di storia di vita quotidiana e Guardia Lombardi tra Settecento e Ottocento. Nel 2020 ha pubblicato anche Capriglia di Principato Ultra nell’anno 1745, uno studio basato sul catasto onciario che ricostruisce aspetti demografici, economici e sociali della comunità locale.
Accanto alla ricerca storica, Spagnuolo coltiva da anni la scrittura poetica: tra le sue raccolte figurano Volevo guardare il mare, pubblicata nel 2009, e Il tempo giusto, del 2018. Per il racconto antropologico Di cenere e di pane ha ricevuto il Premio Il Musagete nel 2012. Un percorso culturale articolato, accomunato dall’attenzione alla memoria, alle radici e alle vicende delle comunità locali.
Il libro si inserisce nel più ampio impegno di recupero della memoria storica delle comunità locali, attraverso la ricostruzione delle vicende individuali e familiari segnate dalla guerra. Dietro ogni nome di caduto o disperso si nascondono infatti storie di giovani partiti per il fronte, famiglie rimaste nell’incertezza e comunità profondamente segnate dalla perdita.
Ricordare queste vicende significa non soltanto rendere omaggio a chi non è tornato, ma anche riconoscere il valore della pace e il ruolo della memoria come patrimonio condiviso. La presentazione del volume sarà dunque un momento di riflessione collettiva, nel quale la storia di Capriglia Irpina si intreccia con quella più ampia del Paese, attraverso le testimonianze e i ricordi di chi ha vissuto le conseguenze dei due conflitti mondiali.

