In un’intervista rilasciata a La Stampa, il dirigente del Partito Democratico Goffredo Bettini interviene sul futuro della coalizione di centrosinistra, esprimendosi chiaramente a favore dell’inclusione di Matteo Renzi e delineando gli scenari per l’area moderata e la futura leadership.
Bettini frena le polemiche interne e le voci di veti nei confronti del leader di Italia Viva:
“Basta con le ricostruzioni farsesche, interessate o suggerite. Ho detto piu’ volte: Renzi ha scelto il centrosinistra; ha svolto una vigorosa battaglia di opposizione; non possiamo permetterci di perdere anche un solo voto. Da cio’, si deduce che Renzi deve far parte dell’alleanza democratica, altro che buttarlo fuori. Per quello che puo’ contare, lo dico con convinzione e sincerita’”.
Nel centro del centrosinistra, riflette il dirigente del PD, “ci sono tante altre energie al di la’ del nucleo gia’ consolidato. C’e’ Ruffini, Maraio, Magi, Onorato e tanti altri. Vanno organizzate e incoraggiate”. Su Onorato specifica che “e’ un civico, libero e autonomo. Non agisce contro. Piuttosto intende aggiungere qualcosa in piu'”.
Sulla possibilità che sia la sindaca di Genova, Silvia Salis, a federare quest’area moderata del “campo largo”, Bettini commenta:
“Se Salis accettasse sarebbe una novita’ dalla quale non si potrebbe prescindere. Sarebbe oggettivamente una marcia in piu’ per il nostro campo. Per come la percepisco, quel ruolo le sarebbe perfino stretto. E’ una figura piu’ trasversale, popolare anche a sinistra. Sarebbe da parte sua un gesto di generosita’, da apprezzare grandemente”.
Infine, per quanto riguarda la selezione del leader del centrosinistra, Bettini traccia la strada per i prossimi passaggi politici, proponendo una regola di comportamento per i futuri candidati:
“O si giunge ad un accordo sul nome, o le primarie sarebbero inevitabili. La questione e’ il clima di simpatia e amicizia che saremo in grado di determinare. Mi viene da proporre una sorta di documento deontologico, che vincola gli eventuali competitori”.


