“Nello Piazza mi sembra un’ottima persona, lo abbiamo conosciuto di persona durante le campagne elettorali. È una persona con grande esperienza”. Così il dottore Carlo Iannace, sulle prossime amministrative ad Avellino.
“Dire che è già stato sconfitto, mi sembra molto riduttivo. Nello parte da un’esperienza enorme, non solo su Avellino ma anche come segretario di un partito ben radicato, come il Pd. È una persona con grande competenza e con un forte contatto diretto con i cittadini.
Anche il suo lavoro gli permette di stare a contatto con le persone comuni, con chi ha bisogni concreti e spesso particolari. In questo frangente è importante avere qualcuno che sappia dare risposte alla città di Avellino, che negli ultimi anni ha sofferto una carenza gestionale molto importante.
“Le vicissitudini hanno determinato un’alternanza di amministrazioni che non hanno potuto portare avanti i propri obiettivi né costruire un progetto unitario. Una persona capace e seria”, aggiunge.
Per quanto riguarda le aree interne: “Sono sicuramente al centro dell’agenda del presidente Fico. Ricordo un passaggio di un suo comizio elettorale prima dell’elezione, in cui diceva che anche i paesi più lontani avrebbero avuto un collegamento con il centro, tale da non isolarli.
Spero che questo impegno venga mantenuto e portato avanti a tutti i livelli politici: comunale, provinciale e regionale. È importante che queste realtà periferiche non vengano trascurate.
Si dice spesso che rappresentano una ricchezza, le nostre radici. Però, di fatto, registriamo sempre più spopolamento: i giovani vanno via e perdiamo soprattutto cervelli, che difficilmente torneranno, perché hanno una preparazione che le nostre realtà non riescono a valorizzare in termini lavorativi”.
Secondo Iannace, per affrontare questa situazione bisogna lavorare su più fronti: “Non basta parlare di agricoltura o di sviluppo enogastronomico: bisogna rilanciare anche strutture che possano garantire occupazione stabile, anche nel settore industriale, che si è perso nel tempo.
Bisogna puntare su settori nuovi, non solo sull’automotive, ma anche su ambiti come l’aerospazio e le tecnologie avanzate. Oggi si parla sempre più di competenze specifiche: l’industria deve seguire questa evoluzione per rilanciare settori innovativi.
Le startup devono iniziare ad avere un ruolo più concreto. Tuttavia, lavorare sui giovani non è facile: nel tempo si sono sentiti abbandonati, anche dalla politica, che non è riuscita a creare un legame. Lo si vede anche dalla difficoltà nel trovare candidati per le liste elettorali.
Questo fa capire quanto sia complesso il momento. Anche se l’ultimo referendum ha segnato un cambiamento: per la prima volta molti giovani hanno partecipato, determinando la vittoria del “no”.
Questo significa che forse si sta aprendo un nuovo percorso. Speriamo che si possa ricostruire fiducia nei giovani, con una politica attenta alle esigenze dei territori”.
Iannace parla si sofferma sul bilancio dei primi mesi del governo regionale di Fico: “De Luca aveva una grande conoscenza dei territori. Fico sta iniziando ora il suo lavoro: speriamo che continui su questa strada, ascoltando soprattutto le persone comuni, non solo chi lavora nel sistema sanitario.
Dalle esigenze delle persone nascono le soluzioni. I problemi legati a diagnosi mancate, trattamenti non adeguati o liste d’attesa troppo lunghe sono temi comuni, ma difficili da risolvere.
Capire le difficoltà vissute concretamente dai cittadini può aiutare a intervenire meglio. L’ascolto resta l’elemento più importante.
È facile interfacciarsi con una persona giovane e autonoma, capace di usare strumenti digitali. Più difficile è ascoltare un anziano che ha problemi a raggiungere un ospedale, o un genitore con un figlio malato che necessita di un intervento complesso.
Sono situazioni molto delicate, con esigenze urgenti e difficili da affrontare. Tuttavia, è giusto che si lavori in questa direzione.
Penso che Fico stia facendo bene a intraprendere questo percorso e possa essere un buon presidente. Ci auguriamo che alle parole seguano fatti concreti, soprattutto sul fronte della sanità territoriale.
Il tema è importante, ma bisogna capire come realizzarlo. Sarà nella gestione quotidiana dei problemi concreti — ad esempio durante un ricovero o nelle situazioni di emergenza — che si vedrà la reale efficacia delle politiche.
Sarà fondamentale evitare di congestionare i pronto soccorso, migliorando l’organizzazione e i servizi sul territorio”.



