Giovedì, 9 Luglio 2026
02.29 (Roma)

Ultimi articoli

Il 5 ottobre con la firma di Putin delle ratifiche dei trattati di annessione delle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson a seguito dell’esito dei referendum, si è verificato un fatto nuovo che cambia profondamente la natura del conflitto. Grazie ad un artifizio giuridico, la Russia ha trasformato i territori occupati dalle sue truppe in territorio della Federazione russa. In altre parole ha unilateralmente modificato i suoi confini, includendo nella Russia dei territori ancora formalmente soggetti alla sovranità dell’Ucraina. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una flagrante violazione del diritto internazionale, tanto della Carta dell’ONU, che dell’Atto finale della Conferenza di Helsinky (1975), che ha ribadito l’inviolabilità delle frontiere: queste possono essere modificate esclusivamente con mezzi pacifici e mediante accordo.  Non può sussistere, pertanto, alcun dubbio sull’illegalità dell’annessione di questi territori alla Federazione russa. La Comunità internazionale non può riconoscere una modifica delle frontiere realizzata con la violenza bellica, ma questo non vuol dire che le vecchie frontiere debbano essere ripristinate con la forza. La Comunità internazionale si è sempre rifiutata di riconoscere l’annessione di fatto realizzata da Israele della Cisgiordania a seguito della guerra dei sei giorni (1967). Più volte il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha qualificato Israele come potenza occupante, disconoscendo anche l’annessione di Gerusalemme est (in particolare con la Risoluzione 465), da ultimo lo ha fatto la Corte di Giustizia dell’ONU con la sentenza sull’illegalità del muro (9/7/2004), ma a nessuno è venuto in mente di spingere la Giordania o la Siria a riprendersi con la guerra i territori sottratti da Israele per ripristinare le frontiere violate. E’ pur vero che l’Ucraina può sempre invocare il diritto naturale di autotutela previsto dall’art. 51 della Carta dell’ONU, ma la mossa di Putin fa sì che, almeno su fronte interno, il Governo russo possa invocare il medesimo principio e trasformare “l’operazione militare speciale” in una sorta di guerra santa per la difesa della madre patria. Di qui il rischio che, di fronte ad un pericolo di smembramento, la Russia possa fare ricorso alle armi nucleari, come prevede la sua dottrina militare. Con questa svolta la Russia ha scavato una trincea “politica” lungo le linee dei territori occupati, facendo sapere al nemico che da quelle linee non si muoverà, costi quel che costi. Il fatto che la controffensiva ucraina stia riguadagnando il terreno perduto non è una buona notizia perché non può far altro che spingere la Russia ad incrementare il proprio impegno militare e alzare il livello dello scontro. Si profila una fase nuova della guerra, simile alla guerra di logoramento che si combattè su vari teatri europei nel corso della Prima guerra mondiale. Nella sola battaglia di Verdun, che si protrasse dal febbraio al dicembre del 1916, ci furono nei due schieramenti oltre 700.000 morti. In tutto il conflitto la Francia ebbe oltre 1.300.000 morti (700.000 in Italia). Di fronte ad una catastrofe simile, aveva un senso chiedersi chi avesse iniziato o chi avesse vinto? La guerra era il male assoluto e la riannessione alla Francia delle terre di confine dell’Alsazia e della Lorena non poteva certo giustificare o mitigare le tremende devastazioni provocate dalla guerra e la perdita di milioni di vite umane. In questa nuova situazione la determinazione dell’Ucraina di recuperare manu militari i territori occupati dall’esercito russo apre uno scenario tremendo di violenza bellica simile a quello della Prima guerra mondiale, con la differenza che all’epoca non esistevano ancora le armi nucleari. Tanto per non suscitare equivoci sulle sue intenzioni, il Presidente Zelensky, dopo aver chiesto di essere anche formalmente ammesso nella NATO, ha emesso un decreto che vieta di aprire qualsiasi negoziato con la Russia. La possibilità che la Russia, messa alle strette, ricorra all’uso di armi nucleari tattiche comporterebbe l’automatica estensione della guerra a tutti i 30 paesi della NATO poiché, come ci ha avvertito, da ultimo il gen. Petraeus, gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, “eliminerebbero” le forze russe in Ucraina e distruggerebbero la flotta russa nel Mar Nero. Nessun Parlamento potrebbe battere ciglio, l’Italia, come gli altri paesi NATO si troverebbe coinvolta in una tempesta di fuoco con la Russia, sullo sfondo della quale ci sarebbe l’olocausto nucleare  Abbiamo visto che gli Stati Uniti hanno tutto l’interesse al proseguimento di una guerra che dissangua la Russia e danneggia soltanto l’Europa, ma è possibile che tutti gli Stati europei continuino ad appoggiare con finanziamenti e rifornimenti militari questa aspirazione dell’Ucraina di andare allo scontro finale con la Russia? Di fronte a queste prospettive tremende, l’unica speranza è che venga ascoltato l’ultimo accorato appello al cessate il fuoco di papa Francesco: ”Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco.”

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

La Polizia di Stato di Avellino ha tratto in arresto un 47enne, un 39enne ed un 26enne, residenti nel Vallo…

Convalidato dal giudice monocratico del Tribunale di Avellino l’arresto di un ventenne di Domicella, eseguito nel pomeriggio di domenica dai…

Facimm bordello, spaccamm tutto”. Con queste parole, il pomeriggio del 20 gennaio 2022, due detenuti della sezione al piano terra…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Napoli – Si riunira’ venerdi 10 luglio, alle ore 10, il consiglio comunale di Grottaminarda per discutere del “caso Menarini”. Lo rende noto Marcantonio Spera, sindaco della cittadina ufitana, nonché vice presidente della provincia di Avellino, in un incontro avuto, a piazza del Gesù, con la segretaria nazionale del Partito...

Ieri presso la sede comunale si è svolto un incontro operativo sui temi ambientali che ha visto la partecipazione del vicesindaco Anna D’Aliasi, dei consiglieri comunali M5S Antonio Aquino e Agostino De Rosa, alla presenza del dirigente del Settore Ambiente Marotta, del presidente Antonio Di Gisi, del vicepresidente Antonio Dello...

Con l’arrivo della stagione estiva e il termometro che fa registrare picchi sempre più elevati, la tutela degli animali d’affezione diventa una priorità non più rimandabile. Per questo motivo, la Presidente della XII Commissione Tutela e Diritti degli Animali e dell’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, aree fragili e isole minori”, Sara...

Di Antonio Emilio Prudente NUSCO – C’è un luogo, nel cuore del suggestivo borgo irpino di Nusco, dove il tempo non si misura sul calendario, ma attraverso il valore della condivisione. È la sede del Circolo dei Pensionati, un’istituzione locale che, giorno dopo giorno, si conferma un presidio sociale insostituibile...

Ultimi articoli

Attualità

Ieri presso la sede comunale si è svolto un incontro operativo sui temi ambientali che ha visto la partecipazione del…

Con l’arrivo della stagione estiva e il termometro che fa registrare picchi sempre più elevati, la tutela degli animali d’affezione…

E’ l’associazione “Nui ra Ferrovia” a levare con forza la voce “Per tre giorni Borgo Ferrovia si è ritrovato al…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy