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Comune di Avellino, il Patto Civico di Genovese si sfila: la battaglia politica si sposta nelle commissioni consiliari. Ma chi ha tradito chi?

Dopo aver blindato la giunta, la maggioranza Nargi vuole ora blindare le commissioni consiliari permanenti. In consiglio comunale i quattro consiglieri del Patto Civico non impensieriscono più di tanto, ma nelle commissioni consiliari possono ancora fare la differenza: perché ci entrarono in ‘quota maggioranza’ ma ora sono diventati ‘battitori liberi’. E’ per questo che la partita politica si è spostata sulle Commissioni, tanto che all’ordine del giorno è stata già messa la modifica al regolamento che ne disciplina la composizione e gli equilibri. L’obiettivo è chiaro: depotenziare il Patto Civico in modo che non possa sommare i propri voti a quelli dell’opposizione, orientando così i lavori di questi importanti organismi interni di controllo della macchina amministrativa, a volte ‘fastidiosi’, tanto che qualcuno già inizia a pensare di volerli svolgere a porte chiuse.

LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLE SETTE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI

Si vuole tornare alle vecchie regole, e cioé 5 componenti: 4 di maggioranza e 1 di opposizione. Così se anche il componente del Patto Civico dovesse votare insieme alle opposizioni, la maggioranza regge. Al netto delle due commissioni di controllo riservate alle opposizioni (la Seconda e la Terza), le altre cinque si potranno così mettere al sicuro dal ‘fuoco amico’ tra ex alleati. All’inizio della consiliatura il regolamento era stato modificato per portare a 6 i componenti di due Commissioni (la Quarta e la Settima) affinché ci fosse spazio per tutti i consiglieri di maggioranza (compresi i 4 eletti del Patto Civico). Ma i rapporti politici si sono subito interrotti e ora si vuole ‘anestetizzare’ il peso dei quattro consiglieri nelle Commissioni.

L’ANOMALIA POLITICA

Quella del Patto Civico si può considerare un’anomalia politico-amministrativa del Comune di Avellino: è una pattuglia di quattro consiglieri comunali eletti con la coalizione che candidava a sindaco Rino Genovese, e con lui sono stati eletti in Assise Giuseppe Giacobbe, Gerardo Melillo e Sergio Trezza. L’anomalia sta nel fatto che sono partiti ufficialmente come gruppo di maggioranza ma poi sono stati ‘espulsi’ dal governo cittadino e oggi si ritrovano a fare dichiarazioni ipercritiche nei confronti della sindaca Nargi e si professano liberi di votare ogni singolo provvedimento ‘secondo coscienza’, senza alcun vincolo di appartenenza.

CHI HA TRADITO CHI?

Alle spalle del Patto Civico ci sono il consigliere regionale di Forza Italia Livio Petitto (ex Moderati e Riformisti) e il segretario provinciale di Forza Italia Angelo Antonio D’Agostino. Soprattutto con Petitto si è consumato quello che si potrebbe considerare un tradimento politico. Ma chi ha tradito chi? Cinque anni fa Petitto fu l’ispiratore della lista che portò all’elezione di Laura Nargi (poi nominata vicesindaca dall’allora sindaco Gianluca Festa), ma poi, alle ultime Amministrative, nel pieno dell’inchiesta Dolce Vita che aveva portato agli arresti domiciliari Festa, Petitto puntò tutto su Rino Genovese, contro Nargi. Al ballottaggio sono tornati ‘amici’, ma poi Genovese è stato ri-tradito da Nargi. E basta andare indietro di qualche anno in più per vedere quanto ambigue siano queste dinamiche politiche cittadine: prima della passata amministrazione Festa, per esempio, sia l’ex sindaco Festa che Petitto erano tra le fila, addirittura, del Pd. Poi entrambi ruppero con il Pd e iniziarono la ‘carriera civica’: Festa con le sue liste (Davvero, Viva la Libertà…) e Petitto con i Moderati e Riformisti…. Non se ne esce.

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Gianluca Rocca

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