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Conto alla rovescia per la crisi al Comune di Avellino, dopo la Befana la nuova giunta o tutti a casa

Giunta Nargi ridotta al lumicino in attesa che l’ex sindaco Festa dia l’autorizzazione all’ingresso dei sette nuovi assessori. Prolungare l’impasse oltre la Befana sarebbe deleterio per l’intera maggioranza consiliare

Può iniziare il conto alla rovescia: oggi e domani le ultime trattative e dal 7 gennaio si dovrà mettere una parola fine a questa crisi di maggioranza che va avanti ormai da oltre due settimane. Viste le ultime mosse dei protagonisti, lo scenario al momento più probabile è quello di un accordo tra la sindaca Laura Nargi e l’ex sindaco Gianluca Festa. Con i sette nuovi assessori che firmano i decreti di nomina e con la ‘fase due’ che finalmente parte dopo le dimissioni degli assessori tecnici. Uno scenario che chiarirebbe i confini della maggioranza, ma non le intenzioni di Festa: avendo vinto la prova di forza con Nargi, rimarrà per i prossimi quattro anni in panchina, o comunque dietro le quinte? Lascerà ‘respirare’ la sindaca facendole acquisire consenso personale e moltiplicando quindi la propria forza politica?

Fatto sta che nel frattempo, complici le festività natalizie, si sono persi 15 giorni per dare una nuova giunta al Comune di Avellino e per dare ufficialmente il via ad una fase due politica che non parte male, ma peggio. La granitica maggioranza Nargi, talmente forte nei numeri da non avere nemmeno bisogno dei quattro consiglieri eletti con il Patto Civico, si sta sgretolando sotto i colpi dell’ex sindaco. E’ stato proprio Festa infatti a dire pubblicamente, nell’intervista televisiva concessa a Irpinia Tv, che i suoi consiglieri eletti con le liste Davvero e Viva la Libertà non avevano firmato i decreti di nomina ad assessori perché “la sindaca aveva fatto storie per due banali deleghe, quindi era il segnale che qualcosa non andava ed era bene mettere subito in chiaro la situazione”. In sintesi: se Nargi punta i piedi per le deleghe allo Sport e alla Cultura, vuol dire che potrebbe puntare poi i piedi anche per “cose più serie e importanti”, quindi meglio richiamarla subito all’ordine, altrimenti si va tutti a casa.

E’ stata questa “iniziativa politica” di Festa a far saltare il tavolo della maggioranza, rimettendo in discussione quei numeri che all’inizio erano granitici ed autosufficienti. E aprendo quindi uno spiraglio a maggioranze alternative e agli appelli delle altre forze presenti in consiglio comunale, disponibili, a vari livelli, a fare fronte comune con Nargi per relegare all’opposizione i due gruppi festiani. Un atroce dilemma per la sindaca, che però a quanto pare non sembra intenzionata né a capeggiare un ribaltone politico (accettando l’offerta del Pd, o almeno l’offerta che le arriva della parte maggioritaria del Pd, capeggiata da Maurizio Petracca), né a rimettersi al giudizio di quegli elettori che tra Nargi e Festa sceglierebbero Nargi.

Da qui  lo scenario più probabile: rimettersi nelle mani di Festa sperando di non rimanerne schiacciata. Del resto tornare alle urne sarebbe giusto ma non conveniente anche da un punto di vista economico: basti pensare solo ai soldi necessari per rimettere in campo il grosso carrozzone della campagna elettorale. La crisi c’è per tutti, a meno che non si opti per una campagna elettorale ‘green’, a basso impatto economico per i candidati, con una serie di confronti pubblici tra i soli aspiranti sindaci. I programmi elettorali saranno evidentemente gli stessi di sei mesi fa, basterà solo aggiungere al dibattito la ‘variante Festa’ e capire quanto l’ex sindaco si sia realmente indebolito dopo le sue intemerate contro la sindaca e contro la magistratura avellinese.

Un ulteriore scenario, deleterio sia per Nargi che per Festa (oltre che per la macchina amministrativa comunale), sarebbe quello del prolungamento dell’impasse per un’ulteriore settimana: una gara a chi si indebolisce di più e a chi muore, politicamente, prima. Attualmente la giunta è ridotta al lumicino: oltre alla sindaca ci sono solo la vice, Marianna Mazza, e l’unico assessore tecnico sopravvissuto alla fase uno, Alessandro Scaletti, delegato al Bilancio. Ed è quindi ridotta, di conseguenza, anche l’operatività amministrativa. Si attende solo che al più presto i sette consiglieri comunali (già scelti) appongano la firma ai decreti di nomina già pronti dal 23 dicembre scorso. Tutti in attesa che l’ex sindaco Festa dia l’autorizzazione.

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Gianluca Rocca

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