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“Dall’automotive ai servizi pubblici, momento cruciale per l’Irpinia”, parla Fiordellisi

Il segretario della Cgil Avellino. Una panoramica sulla ripresa delle industrie e le relative crisi che si registrano sul territorio irpino

Franco Fiordellisi, segretario della Cgil Avellino. Una panoramica sulla ripresa delle industrie e le relative crisi che si registrano sul territorio irpino.

Segretario, dopo le ferie agostane si riprende il filo di diverse crisi aziendali. Qual è il quadro generale in Irpinia?

Quando si parla di Irpinia non possiamo non pensare alla situazione della città capoluogo Avellino e delle vicende giudiziarie che riguardano il Comune. Se non si fa chiarezza resta un vulnus sulle prospettive di pianificazione e coordinamento sociale e di sviluppo per un’area ampia ed importante. I temi legalità e trasparenza negli Enti Locali e nella pubblica amministrazione, in generale, sono punti cardine per costruire prospettive di benessere sociale e sviluppo economico per il nostro territorio in considerazione anche dei progetti Pnrr e di alcune grandi opere.

Queste considerazioni si legano alle utility, aziende di servizio pubblico che stanno avendo problemi gravissimi e, da punti trascinanti dell’economia Irpina, e beneventana in alcuni casi, corrono il rischio di creare gravi problemi se non agiamo con decisione, progettualità e tenuta della barra dritta sul pubblico, in particolare Alto Calore, Irpiniambiente, Asi Depurazione, Air Campania, Ospedale Moscati. Mentre per il settore privato le aziende dell’automotive con tutta la filiera in difficoltà vista la crisi Stellantis, con Denso, IIA solo per citarne alcune. Poi massima attenzione allo sviluppo del Polo conciario di Solofra per sviluppare la filiera della Moda ma anche la diversificazione industriale”.

La situazione legata alla IIA di Flumeri continua a tenere banco. I Civitillo riusciranno a rilanciare lo stabilimento o ci attende un periodo di esuberi, vista anche la volontà di trasferire i “colleghi” bolognesi nella Valle Ufita?

Dall’ultima riunione al ministero delle Imprese e del Made in Italy di martedì 3 settembre, ci si è lasciati con verifiche di merito per lo stabilimento di Bologna e per la verifica della piattaforma produttiva dei bus elettrici, con il rafforzamento della produzione su Flumeri con appositi incontri sul piano industriale e su quale ruolo dovrebbero avere i “cinesi” ma di cui si deve, sempre, far garante il governo, come da accordi di vendita. Per ora si gestiscono i prepensionamenti e ci sarà la verifica di nuova occupazione con specifiche competenze”.

L’automotive non vive un buon momento, con Stellantis che continua a puntare sugli ammortizzatori sociali e la Denso che ne ha già fatto le spese. Cosa vi aspettate in questo secondo semestre?

Il primo non è stato molto positivo, anzi. Su questi temi da anni chiediamo che sia protagonista lo Stato italiano per affrontare le grandi ed epocali transizioni in atto sulla questione ambientale, energetica e digitale, perché toccano direttamente l’idea di Paese industriale che intendiamo essere. L’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa ma non può pensare di essere solo il conto terzi della Germania oppure di galleggiare senza definire obiettivi primari. Chiediamo quindi specifici confronti nazionali, di merito, presso il Mimit-Mise per definire la programmazione e quindi indirizzare risorse per innovazione, ricerca, ammortizzatori sociali e formazione.

Parliamo di cambiamenti importanti nel panorama industriale:

Bisogna fare battaglie per governare i cambiamenti a favore di lavoratori, cittadini e ambiente, questo vale per tutti ma in particolare per le multinazionali come Stellantis e Denso. Dobbiamo avere un crono programma della piattaforma logistica in valle Ufita, riguardo alle risorse dei tempi di definizione; gli assi viari su gomma come la Pianodardine-Valle Caudina, il raccordo Avellino Est con l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, l’Ofantina bis fino a Candela, la viabilità di servizio tra Grottaminarda-Flumeri-Ariano Irpino, la Stazione Hirpinia. Mentre per la viabilità su rotaia dobbiamo chiudere l’elettrificazione Avellino-Benevento, aprire stabilmente e, non solo per grandi eventi turistici, l’Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. Dulcis in fundo la gestione e manutenzione di tutto il ciclo Idrico integrato”.

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