Il 25,38 per cento: 7.943 preferenze. La coalizione è al 22,97. Ma non è bastato. Alle amministrative Nello Pizza vince al primo turno con il 54,48. Il Campo largo è al 53,95 e Pizza è sindaco. Gianluca Festa, se l’aspettava?
C’è amarezza per il risultato, ma oggettivamente non abbiamo sbagliato una mossa: è stata una campagna elettorale tutta incentrata sui contenuti. Sapevamo grosso modo quale sarebbe stato il nostro risultato. Potevamo prendere un punto percentuale in più…
Si aspettava che Pizza vincesse al primo turno?
Purtroppo è crollato il centrodestra. Noi abbiamo fatto le liste con la testa e con il cuore. Il Campo largo ha fatto le liste con la calcolatrice, perché l’unico obiettivo che aveva era di superare il 50 per cento. Temevano che al ballottaggio vincessi. L’unico modo per battermi era stare tutti insieme contro di me.
Non aveva previsto il crollo del centrodestra?
Diciamo che era prevedibile. Il centrodestra avrebbe dovuto candidare Fabio Benigni e proporre i simboli dei partiti in uno schema tripolare: Campo largo, centrodestra e civismo di Gianluca Festa.
Sarebbe andata diversamente?
Credo che ci sarebbe stato il ballottaggio.
Anche Pizza è andato oltre le liste, mentre Nargi è rimasta al di sotto della sua coalizione.
Sui tre punti in meno della Nargi lascio agli elettori il giudizio sulle motivazioni.
Pizza prende più voti della sua coalizione perché in questa città oggettivamente esiste un voto d’opinione di centrosinistra. Anche Gengaro, due anni fa, fece lo stesso. C’è una parte di elettorato che vota identitariamente centrosinistra. Non solo: Pizza supera il consenso delle liste del Campo largo anche grazie ai voti in uscita dalla coalizione di centrodestra.
Io prendo tre punti in più delle mie liste, circa 1.100 voti in più della mia coalizione: significa che la proposta programmatica che abbiamo presentato ha convinto gli avellinesi. A ciò si aggiunge anche il voto da parte di chi non sceglie Nargi. Tra me e lei c’è una differenza di circa 1.650 voti.
Pizza vince nei quartieri.
La coalizione di Pizza è al 54 per cento totale, ma nei quartieri non supera il 50. E questo è ancora più significativo se si considera la presenza nella coalizione di Pizza di alcuni miei ex consiglieri e assessori che sono riferimenti elettorali dei quartieri. Nelle periferie, Pizza è al 49, mentre io passo dal 25 totale a quasi il 30.
Rione Mazzini, Picarelli, Borgo Ferrovia, Rione Parco, Valle, San Tommaso, Bellizzi e Contrada Bagnoli contano 12 mila votanti, circa il 40% della popolazione votante avellinese.
Se fosse stato per i quartieri sarei al ballottaggio con Pizza.
Lei dice che Pizza ha costruito la sua coalizione con la calcolatrice, ma il perimetro dell’alleanza è comunque il Campo largo.
Ci sono due modi per affrontare una campagna elettorale: vincere per governare oppure vincere purché sia, per battere un avversario. Noi abbiamo composto le liste per vincere ma anche per governare.
Il Campo largo di Pizza, invece, più che una coalizione mi sembra più una multiproprietà: ognuno rappresenta una quota. L’unico motivo che li ha tenuti insieme è stato quello di provare a battere Gianluca Festa al primo turno.
Hanno litigato fino a poche ore prima della chiusura delle liste. Poi si sono chiesti: “Vogliamo far vincere Gianluca Festa?”.
L’unico motivo che unisce il Campo largo è questo?
Tant’è vero che di programma per la città ho sentito poco o nulla. Ma sono curioso e attendo. Perché dire “facciamo strade, marciapiedi e curiamo il verde” non basta. Quando si tratterà di fare scelte strategiche per la città, ci saranno, come sempre accaduto in passato con coalizioni di questo tipo, mediazioni infinite.
E le mediazioni non sono mai il bene della città. Una scelta a metà non è efficace.
Meglio l’uomo solo al comando?
Qualcuno del Pd ha detto che da sindaco ero un uomo solo al comando: oggi mi sembra che si stia palesando un partito solo al comando. Mi pare che nella composizione della giunta il Pd voglia fare la parte del leone a scapito delle altre forze politiche.
Pizza dice che la giunta è quasi pronta.
In realtà, mi sembra che si registrino già grossi problemi. Pizza ha un debito morale con chi, come la sinistra e i 5stelle, chiede discontinuità con Festa. O meglio, tutto il centrosinistra deve dare conto a un elettorato che ha chiede discontinuità rispetto al governo Festa. Se è così, perché si vuole nominare assessore un mio ex assessore, chi per cinque anni ha fatto parte della mia giunta?
E perché si fa il nome di un altro papabile assessore che ha aderito a Forza Italia un anno fa e che è ancora tesserato? Mi pare che la sinistra abbia sempre detto: “Mai con la destra”.
Si premiano consiglieri che ottengono un risultato elettorale importante, ma che stavano con Festa o con la destra.
Non dico che sarà una giunta balneare, ma sicuramente una giunta a termine, che non nasce sotto i migliori auspici.
Lo scorso marzo lei ha eletto un consigliere provinciale: alle elezioni del 6 giugno sosterrà il presidente uscente Buonopane o l’altro candidato alla presidenza, Fausto Picone?
Intanto ciò che succede alle elezioni provinciali per il presidente della Provincia è la dimostrazione che alle amministrative il Campo largo è stato costretto a stare insieme contro Gianluca Festa: appena questa necessità è venuta meno, invece di avere un candidato unico alla presidenza, il centrosinistra si è diviso.
Le coalizioni che si tengono insieme contro qualcuno non reggono nel tempo.
Buonopane o Picone?
Domani (venerdì, ndr) decideremo.
All’opposizione ci sono il suo gruppo e quello di Laura Nargi: battaglie politiche comuni?
Noi amministreremo dalla minoranza. Chi ama questa città, chi ha competenza amministrativa può farlo anche stando all’opposizione. Seguiremo con grande attenzione soprattutto i settori dei lavori pubblici, dell’urbanistica, delle politiche abitative, dell’annona, del commercio e della cultura. Prenderò spunto dall’approccio che ha avuto il Pd, in particolare Nicola Giordano, Iacovacci e Cipriano, durante i miei cinque anni di amministrazione.


