Sabato, 2 Maggio 2026
06.29 (Roma)

Ultimi articoli

FOTO/Viaggio nei quartieri di Avellino: i nove prefabbricati pesanti dell’area Baccanico dovevano essere abbattuti nel 2001

Il primo finanziamento ottenuto dal Comune di Avellino per abbattere i prefabbricati pesanti in città era addirittura in lire: 116 miliardi per abbattere e ricostruire, ma quelli dell’area Baccanico sono ancora tutti lì: nove prefabbricati pesanti, abitati da un totale di 136 famiglie. Tutti e nove costruiti nel dopo terremoto alle spalle del centro sociale Samantha Della Porta. Tutti con il tetto rivestito d’amianto (come si usava all’epoca) e con le facciate ormai sgretolate dal tempo e dalle infiltrazioni di acqua. Dovevano essere abbattuti e ricostruiti già nel lontano 2001: sarebbero dovuti scomparire, insieme all’amianto, 24 anni fa. Ma sono in piedi, con tutti i problemi che nel tempo, in un quarto di secolo, si sono accumulati, mentre schiere di sindaci volenterosi hanno continuato a promettere e a non mantenere.

I nove prefabbricati sorgono tra via Nicolodi e via De Venuta, a pochi metri dalla centralissima via Morelli e Silvati, di fronte al campus scolastico della Perna Alighieri, dove ogni mattina fanno lezione centinaia di bambini delle classi elementari e medie, e accanto ad una serie di altri istituti superiori che accolgono quotidianamente altre centinaia di studenti.

Anche all’attuale reggente del Comune di Avellino, il commissario straordinario Giuliana Perrotta, arrivano richieste di intervento da parte dei residenti: sia per mettere in sicurezza quei tetti di amianto, sia per sapere che fine abbiano fatto quelle decine di milioni di euro ottenuti dal Comune per riqualificare l’area: “Erano fondi per l’abbattimento e la ricostruzione – ci spiega un residente della prima ora, Domenico Magliaroche sembrano evaporati. Anzi, su questo ‘non uso’ di ingenti fondi pubblici chiediamo si interessi anche la Procura di Avellino, perché di sicuro questi nove prefabbricati non sono stati abbattuti. E in tutti questi anni non ho nemmeno mai visto nessun operaio venire a mettere in sicurezza i nostri tetti, non hanno mai eseguito quei lavori minimi di messa in sicurezza per isolare l’amianto che c’è sulle nostre teste. Se mai dovessero fare uno studio medico-scientifico su quanto sia aumentata l’incidenza delle morti per asbesto in questa zona non so cosa emergerebbe. E non è un problema che riguarda solo noi che ci abitiamo: il pericolo dell’amianto aumenta quando questo si sfarina e le sue polveri vengono sparpagliate dal vento”.

Magliaro è tra quella quarantina di residenti che all’epoca della legge De Simone, nel 1995, decisero di diventare proprietari dell’alloggio popolare in cui vivevano: “Un passaggio – ci racconta – che non è stato per nulla facile. Perché quando, proprio in quegli anni, le case popolari passarono dal patrimonio dello Stato a quello comunale, il Comune di Avellino decise di non riconoscerci più il diritto di proprietà, costringendoci a fare ricorso alle sedi giudiziarie. Naturalmente, dopo vari gradi di giudizio, ottenemmo giustizia, ma il risultato fu che nel frattempo il Comune di Avellino, per difendersi contro di noi, dovette pagare, sempre con soldi pubblici, stuoli di avvocati e consulenze esterne che oggi vediamo concretizzarsi nel lungo elenco di ‘debiti fuori bilancio’ che ha portato a quel rischio dissesto a cui sta ora cercando di rimediare il commissario straordinario Perrotta. E’ assurdo”.

“Ed è ancora più grave che tutti ci stiamo ormai rassegnando all’andazzo di questo sistema marcio e inadeguato. E volete sapere un’altra cosa assurda? – aggiunge Magliaro – Questo nuovo palazzo che il Comune ha fatto costruire in via De Venuta era destinato inizialmente proprio ad ospitare trenta famiglie di via Nicolodi, per poter almeno liberare i primi due prefabbricati pesanti e dare il via, finalmente, a quel progetto di abbattimento e ricostruzione avviato nel 2001. Bene: il palazzo di via De Venuta è stato praticamente completato, mancano solo le rifiniture esterne, ma tutto si è di nuovo bloccato perché ancora una volta sono cambiate le carte in tavola; la Regione ha deciso che lì non ci devono più andare gli assegnatari degli alloggi di via Nicolodi, ma che bisogna attingere alle graduatorie generali di tutta la città, con il risultato che quei nove prefabbricati pesanti non si potranno liberare e non potranno essere abbattuti”.

Nemmeno a volerlo fare apposta, quando, l’altra mattina, siamo arrivati in via Nicolodi per documentare lo stato dei prefabbricati pesanti, abbiamo trovato sul posto due squadre dei vigili del fuoco di Avellino. “Non è poi così strano – ci dice rassegnato Magliaro –, vengono spesso. O per arginare l’ormai cronica caduta di calcinacci, o per liberare le canaline dell’acqua dei tetti, intasate e che causano infiltrazioni nei nostri appartamenti”. E aggiunge: “Se ci fate caso in ognuno dei nove prefabbricati si vede una sezione costruita in maniera diversa, tradizionale, con il cemento armato. Si tratta del vano scale, ed ormai quel cemento si cadendo letteralmente a pezzi, con l’aggravante che dal cemento spuntano quelle lunghe e spesse sbarre di metallo usate come rinforzo. Qualche tempo fa una di quelle sbarre si staccò dal muro e solo per fortuna non uccise nessuno. Ormai quasi tutte queste facciate dei vani scala sono transennate. Questi palazzoni sono dei fantasmi, non dovrebbero esistere più da oltre vent’anni”. La domanda, terribile, è sempre la stessa: cosa ci hanno fatto con i soldi del progetto di abbattimento e ricostruzione?

Condividi

Cronaca

Un investimento si è verificato questa mattina in Viale Italia, ad Avellino. Una donna di 86 anni è stata travolta…

Nel pomeriggio di ieri il Tribunale per i Minori di Napoli, presieduto dalla Dott.ssa Draetta, ha mandato assolta C.M.G., la…

E’ stata convocata in Procura l‘unica indagata per il brutale pestaggio subito dall’architetto Nello Malinconico, avvenuto nella prima serata del…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

E’ stata convocata in Procura l‘unica indagata per il brutale pestaggio subito dall’architetto Nello Malinconico, avvenuto nella prima serata del giovedì santo, nel parcheggio di un supermercato di Via Tagliamento ad Avellino. La donna dovrà chiarire la sua posizione e rispondere alle domande del pubblico ministero. Alla sua iscrizione gli...

I carabinieri del nucleo forestale di Avellino, in sinergia con i militari della stazione di Montefusco, nell’ambito di mirati servizi a tutela del paesaggio, hanno denunciato un 50enne del posto, ritenuto responsabile di furto di piante e danneggiamento di un bosco di proprietà privata. Nel corso degli accertamenti eseguiti in...

Dopo un ottimo risultato alle scorse elezioni regionali, Maria Sabina Galasso, nota docente ed esponente della Lega è tra i 480 aspiranti al consiglio comunale di Avellino,tornata elettorale in cui ha scelto di correre con la lista “Liberi e Forti”. È alla seconda esperienza politica, dopo le elezioni regionali, ma...

Avrebbe maltrattato per anni il figlio minorenne, che ha meno di dieci anni, della sua convivente. L’ ultimo episodio di una sequenza di violenze fisiche, privazioni e impedimenti – anche nelle relazioni sociali e familiari – e’ stato quello culminato in un recente episodio di sequestro di persona in cui...

Ultimi articoli

Attualità

In occasione della Festa dei Lavoratori del 1° maggio, la comunità di Montefredane ha vissuto una giornata di grande orgoglio…

E’ un appello forte alla politica e alle istituzioni a restituire centralità al lavoro quello lanciato dalla Cgil nel corso…

Franco Fiordellisi C’è un Primo maggio che non si vede nei grandi palchi e nelle narrazioni nazionali. È quello delle…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy