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Lioni-Grottaminarda, lavori fermi da sei settimane a causa del terreno franoso. Confronto tra sindacati e azienda

L’azienda è fiduciosa immaginando che le sei settimane siano sufficienti per l’approvazione da parte della Regione della variante e superare il problema di carattere tecnico
di Rodolfo Picariello

Grottaminarda – Il problema che causa i ritardi per completare la SSV Lioni – Grottaminarda è la terra franosa che già ha provocato un fermo dei lavori nei mesi scorsi. Un problema tecnico dunque e immediatamente la direzione dei lavori ha redatto e presentato una perizia di variante alla Regione. Questo viene fuori dall’incontro che si è svolto a Grottaminarda tra l’azienda e le sigle sindacali.

E c’è anche un’altra situazione, e cioè che i lavori saranno fermi per sei settimane e nel contempo si attiva la cassa integrazione per i lavoratori. Tuttavia l’azienda è fiduciosa immaginando che le sei settimane siano sufficienti per l’approvazione da parte della Regione della variante e superare il problema di carattere tecnico. Appaiono fiduciosi anche i rappresentanti dei lavoratori anche alla luce del finanziamento per i lavori che vanno dal quadrivio di Sant’Angelo dei Lombardi fino a Villamaina.

Sarebbe il cantiere che ha mostrato fino ad ora le maggiori difficoltà. Tuttavia con questo finanziamento e la perizia di variante c’è fiducia nel superare gli intoppi e mantenere anche il rispetto del cronoprogramma. I sindacati sono naturalmente preoccupati da queste vicende, ma restano sensibili e attenti per una soluzione che sembra possa arrivare. Peraltro, fatto che convince i sindacati a restare attenti alle novità, c’è da dire che dopo l’approvazione della perizia di variante serviranno altre maestranze per accelerare con i lavori e le attenzioni sono rivolte verso la manodopera locale.

Fatto questo che è stato sottolineato dal sindacato, come ricorda Carmine Piemonte della Uil. E cosa ancora più rilevante è che le parti hanno già calendarizzato un nuovo incontro, per la prima settimana di marzo. Riunione che servirà per capire a che punto è il percorso intrapreso e verificare le volontà di tutti gli attori di questa vicenda.

Naturalmente le sigle sindacali sono vigili anche alla luce degli annunci e dei documenti dei sindaci e delle loro preoccupazioni. I sindaci dei Comuni il cui territorio è coinvolto dal tracciato ufitano della Strada a scorrimento veloce Lioni – Grottaminarda sollecitano un incontro con i vertici della Regione Campania per conoscere i tempi per la ripresa dei lavori.

L’opera, per i sindaci, ha subito uno stop inatteso e vogliono conoscerne i motivi. In pratica avrebbero informazioni relative a mancati pagamenti nei confronti dei fornitori. Il sindaco di Frigento, Carmine Ciullo, allo stato, appare il più pronto ai solleciti necessari per conoscere i veri motivi del rallentamento avvenuto.

Lo fa perché è questo il territorio da cui si sollevano le contestazioni e la rabbia dei cittadini stanchi di subire la lentezza dell’opera. Anche a causa del terreno franoso. «I lavori devono riprendere in maniera veloce. I cittadini non ne possono più e vengono da me e dai miei colleghi sindaci a fare le proprie rimostranze. E voglio aggiungere che ci sono tutte le condizioni per continuare. La Regione ha infatti firmato i contratti per realizzare i lotti successivi. Per questo riteniamo necessario sentire la Regione e capire il perché di questo stallo».

Il sindaco Ciullo insieme ai colleghi amministratori dei Comuni di Gesualdo, Grottaminarda, Sant’Angelo dei Lombardi e altri vicini non può dimenticare che proprio il suo Comune ha subito danni per una frana che ha costretto una famiglia a lasciare la propria abitazione. Casa a ridosso della galleria San Filippo. I lavori erano stati fermati.

E aggiunge: «Sono stanco di subire gli improperi dei cittadini, i quali vanno dal sindaco a protestare. Ma solo perché noi siamo il più vicino punto di contatto con le istituzioni e quindi chi ha responsabilità non può e non deve fare spallucce quando noi protestiamo. Lo facciamo perché noi siamo la sintesi delle popolazioni ormai stanche di respirare polvere, di vedere il via vai di mezzi pesanti davanti la porta di casa e questo perché, da informazioni assunte, non vengono pagati i fornitori.

Ricordo che Frigento registra questa situazione dal 2014. Le giuste rimostranze dei cittadini colpiscono noi e siamo pronti a fare anche altro, oltre che scrivere». Insomma sindaci pronti anche a forme di protesta più dure di quelle poste in essere fino ad ora. E in tutto questo la Regione ne esce bene, perché come dice Ciullo «La Regione non ha colpe, ribadisco che a gennaio ha sottoscritto i contratti per continuare i lavori». E, intanto, da altri territori, cominciano ad arrivare spifferi tossici.

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