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L’Irpinia celebra il 25 aprile, la lotta antifascista in Irpinia non si ferma

Diventa l’occasione per rilanciare la lotta contro ogni forma di fascismo la celebrazione del 25 aprile. Lo sottolineano e l‘Arci e la Rete per la pace nel ribadire come “In una fase complessa del nostro paese, nella quale un governo di estrema destra mette in atto politiche regressive e repressive, in un momento nel quale esponenti di spicco del partito di maggioranza in Italia, mette in scena un tentativo buffo e grottesco di rivisitazione della resistenza Partigiana, é indispensabile riunirci e provare a dare un valore sociale, civile e comunitario. Di qui l’impegno nel segno della condivisione. Abbiamo deciso di mettere al centro di questa giornata la comunità perché pensiamo che oggi fare la resistenza significhi “fare la resistenza” significhi agire con e per la comunità. Il 25 Aprile é divisivo solo per chi é fascista, per noi invece é invece un giorno di grande festa nella quale condividere la gioia per un paese libero, democratico e per provare ad immaginare un paese sempre più progressista e accogliente”.

Roberto Montefusco di Sinistra Italiana sottolinea come “Ogni anno, di questi tempi, l’improponibile destra che abbiamo in Italia, tenta la solita subdola operazione revisionista, rappresentando la vicenda della seconda guerra mondiale, le sue tragedie, i suoi presupposti storici e politici, come uno scontro tra opposti estremismi, entrambi da condannare e ricordare: il comunismo e il nazifascismo. Che cosa è il “pellegrinaggio” di La Russa in memoria di Jan Palach (proprio il 25 aprile doveva andarci?) se non il tentativo di far passare questo messaggio? Ora, al di là del fatto che bisognerebbe ricordare a La Russa che Ian Palach era anche un antifascista, che la Primavera di Praga ebbe come protagonisti dirigenti comunisti in nome del socialismo (socialismo) dal volto umano; al di là di quanto il giudizio storico sul Novecento, sulle ideologie che lo hanno attraversato, sia complesso, e non possa essere ridotto a derby strapaesano come fa la destra italiana; Al di là della firma di un comunista sulla Costituzione italiana, che resterà indelebile a parlare più di mille comizi. Al di là di tutto questo resta una verità storica. Nel secolo grande e drammatico che abbiamo alle spalle, in ogni parte del mondo, un numero enorme di comunisti: intellettuali, studenti, operai, contadini, hanno dato la vita per la libertà e per la giustizia”.

La Cisl Irpinia-Sannio sceglie di dedicare il 25 aprile al popolo ucraino “Festeggiare la nostra liberazione dal fascismo e dal nazismo come italiani, significa assicurarsi che questa memoria giunga ai giovani, nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro e di vita. La consapevolezza che libertà e democrazia sono conquiste raggiunte con la lotta, da tutelare costantemente. Celebriamo quindi il valore della Libertà e della Pace! Ma ancora oggi, come lo scorso anno, parliamo di guerra. La guerra in Ucraina che sta funestando l’Europa.

Il mio pensiero e quello della Cisl IrpiniaSannio non poteva, in particolare in questo giorno, non essere dedicato a questo popolo che, purtroppo è costretto ancora una volta a soffrire, a combattere ed a rischiare la vita per riconquistare il proprio territorio, la propria libertà, la propria vita. Oggi più che mai ricordiamo il valore della ‘Liberazione’. Spero che questa Festa possa unire non solo le istituzioni ma tutti i cittadini, nella creazione di una memoria comune e di un futuro di pace e democrazia, così come scritto nella nostra Costituzione”.

Dalla passeggiata antifascista a confronti e pranzo sociale, vince la condivisione con l’Arci e la Rete per la pace
Fitto il programma dell’Arci e della Rete per la pace. Si comincia, alle 8.30, in piazza Morosini con una passeggiata antifascista “In cammino per un esercizio di resistenza” e la deposizione di un fiore nelle vie e nelle piazze dedicate agli antifascisti e partigiani, ed in particolare in via M. Guaschino, via Raffaele Aversa, via Palatucci, via Gramsci, via Don Minzoni e via Matteotti. Alle 10.30, presso il Circolo della Stampa, l’ANPI, l’AUSER e la CGIL presenteranno il volume Cianciulli e l’Irpinia pacifista, con l’introduzione del Presidente dell’ANPI di Avellino Giovanni Capobianco, l’intervento di Mimmo Limongiello, Presidente provinciale dell’AUSER, e le conclusioni dell’Autore Annibale Cogliano.

Al termine, riprenderà il Cammino per la Resistenza per raggiungere Piazza del Popolo e Piazzale della Resistenza. A cura dell’ARCI ci sarà successivamente Fuori tutti! È Festa di Aprile, dalle 12 a Picarelli spazio alle Canzoni partigiane con la performance musicale a cura di Caterina Aprile e Lorenzo Pesce. Alle 13 pranzo sociale nella piazza di Picarelli. Alle 15.30 le letture a cura dell’Angolo delle storie. Alle 16.30 “Ad aprile nel 1945”, reading e performance teatrale Nel pomeriggio, alle ore 18,00, presso Palazzo Caracciolo a Forino, si presenta il volume Annibale Cogliano, Lo squadrismo in Irpinia, con introduzione e coordinamento di Antonio Galetta e Mimmo Limongiello e le conclusioni dell’autore.

La cerimonia a piazza Matteotti officiata dal prefetto Spena
Sarà il prefetto Paola Spena  ad officiare in piazza Matteotti le celebrazioni legate alla festa della Liberazione con la cerimonia promossa, congiuntamente, dalla Prefettura, dal Comune capoluogo e dalla Provincia di Avellino, in collaborazione con il 232° Rgt. Trasmissioni e le Forze dell’Ordine.

La manifestazione prenderà il via, alle 10, con lo schieramento del Reparto di formazione, al quale seguiranno l’afflusso e il posizionamento delle Autorità, del Medagliere dei Combattenti e Reduci e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Gonfalone della Città di Avellino, decorato con Medaglia d’Oro al Valore Civile e Medaglia d’Oro al Merito Civile, e il Gonfalone della Provincia. Dopo gli onori al Prefetto di Avellino e la rassegna del Reparto schierato, seguiranno la cerimonia dell’Alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro, con la Guardia d’Onore al Monumento dedicato ai Caduti e i saluti delle Istituzioni. La manifestazione sarà accompagnata dagli studenti del Conservatorio “Cimarosa” di Avellino, con l’inno d’Italia e le marce. La cerimonia dell’Ammainabandiera, sempre in via Matteotti alle ore 17.00, chiuderà la celebrazione dell’Anniversario della Liberazione.

Il convegno “1943 un anno memorabile” a Grottaminarda
Grottaminarda celebra il 78° anniversario del 25 aprile con il convegno “1943 un anno memorabile”. L’appuntamento è alle 18, presso la sala consiliare “Sandro Pertini”.
Il convegno si inserisce in un percorso finalizzato alla trasmissione dei valori della democrazie alle nuove generazioni. La scelta del 1943 non è casuale perché è l’anno della svolta con i primi scioperi nelle fabbriche e la lotta clandestina dei partigiani nel Nord, con lo sbarco in Sicilia degli alleati, con la destituzione e l’arresto di Mussolini, dopo l’infuocata seduta del Gran Consiglio. Comincia la resistenza anche a Roma, si arriva all’otto settembre e la criminale condotta della classe dirigente italiana, il re e il governo Badoglio si rifugiano nei territori controllati dai nuovi “alleati”. Per arrivare alle quattro giornate di Napoli culminate con un’insurrezione popolare e tanti altri avvenimenti che caratterizzarono questo anno “terribile”.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco, Marcantonio Spera, gli interventi di Virginia Pascucci, Presidente del Consiglio comunale di Grottaminarda, di Rebecca Capobianco, Presidente Forum dei Giovani, di Marilisa Grillo, Assessore alla Cultura del Comune di Grottaminarda, di Nicola Cataruozzolo, Segretario della locale sezione del Partito Democratico, Giovanni Capobianco, Presidente del Comitato provinciale A.N.P.I., moderati dalla giornalista Alfonsina Merola. Le conclusioni saranno affidate al Professor Luigi Anzalone, Scrittore e filosofo.

A Montella l’omaggio al partigiano Pietro Gambone
Diventa l’occasione per celebrare i valori di libertà e antifascismo la presentazione del volume di Antonio Camuso dedicato al partigiano “Valentino” di Montella, il 29enne Pietro Gambone fucilato in provincia di Imperia dai nazifascisti nella primavera del 1945. Un lavoro iniziato a Brindisi seguendo le tracce del partigiano “Beten” Mario Calabretti di San Vito dei Normanni fucilato anche lui ad Imperia e come Gambone combattente nella divisione F. Cascione. Il volume “Fischia il vento…un montellese martire della Resistenza” sarà presentato il 25 aprile, alle 17, nella sala consiliare di Montella nel corso di un incontro organizzato dal Circolo PD di Montella e con il patrocinio dell’ANPI di Avellino e di Imperia. Dopi i saluti della segretaria del circolo PD di Montella, Igea di Mauro, dei presidenti dell’ANPI di Avellino e di Imperia, Giovanni Capobianco e Amelia Narciso, Gianni Marino interverrà sulla Resistenza dimenticata dei soldati italiani nei lager tedeschi che si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò, Paolo Saggese relazionerà  sul fascismo e il Meridione. Un confronto per ricordare la partecipazione dei Meridionali alla lotta di Liberazione al Nazifascismo, con un approfondimento sui partigiani di origina irpina e  narrare la lotta di liberazione condotta nel territorio di Imperia, uno dei più martoriati da rastrellamenti e stragi nazifasciste e le gesta della divisione garibaldina “Felice Cascione” riascoltando le note del Canto “Fischia il Vento”, la canzone partigiana più diffusa tra le formazioni della Resistenza. L’incontro è promosso dal Circolo Pd di Montella

Ariano riparte dalle parole di Liliana Segre, i manifesti sui muri della città
L’Amministrazione Comunale di Ariano Irpino sceglie di ricordare il 25 aprile con l’affissione di Manifesti cittadini  e l’esposizione, a Palazzo di Città del Tricolore e della bandiera Europea, così come disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, occasione per ricordare con forza il messaggio del sacrificio di coloro che si sono battuti con coraggio, per tramandare alle generazioni future lo straordinario valore della libertà.

Emblematica è la frase di Liliana Segre “Un Paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani. La Memoria è un bene prezioso e doveroso da coltivare. Sta a noi farlo. A che serve la memoria? A difendere la democrazia.”  Una testimonianza, quella di Segre, cehe deve essere un faro-guida per le nostre giovani generazioni.

Il Dopolavoro culturale di Ariano ricorda il rapimento Moro con Blak Sagan
Celebra il 25 aprile il Dopolavoro culturale di Ariano e lo fa puntando su un artista del calibro di Blak Saagan, nella cornice di Casa Vela di Ariano, un ex convento a pochi passi dal Duomo. L’artista veneziano ha costruito nel tempo una personale libreria musicale che mescola colonne sonore psichedeliche italiane degli anni ‘60 e ‘70, elettronica, ambient e drone. Il risultato è un insieme di paesaggi kosmische kraut e post-punk industriali.Negli evocativi spazi di Casa Vela  presenterà il suo ultimo lavoro dedicato al rapimento di Aldo Moro, “Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”, una delle pagine più tristi e oscure della storia italiana.

Non una banale ricostruzione degli eventi o un dettagliato racconto storico-politico ma una performance coinvolgente e un’interpretazione sensibile filtrata attraverso il mezzo musicale e raccontata con suoni e immagini. Samuele Gottardello, aka Black Sagaan, musicista sperimentale veneziano con già all’attivo il concept album “A Personal Voyage”, basato sugli studi del cosmo del divulgatore scientifico statunitense Carl Edward Sagan (da cui prende il nome d’arte), fa delle parole di Moro il titolo del suo ultimo lavoro discografico.
Uscito nel 2022 per la Maple Death Records, “Se ci fosse la luce sarebbe bellissimo” è un full-lenth attraverso il quale, con una track-list dai titoli evocativi, guida l’ascoltatore in un viaggio temporale che inizia con la strage di via Fani e, sviluppandosi con le fasi del rapimento, termina con l’esecuzione dello statista democristiano. Blak Sagaan in un visionario mix sonoro mira a trasmettere le emozioni che l’Italia intera deve aver provato in quei 55 giorni emotivamente intensi e destabilizzanti.
Rinviato al mese di maggio il confronto con Bassolino
Rinviato, invece, al mese di Maggio il confronto con l’onorevole Antonio Bassolino sul volume di Luigi Anzalone “Eroi” nel segno della lotta contro ogni forma di criminalità che avrebbe dovuto tenersi il 25 aprile, alle 17, nella sala consiliare del Comune di Nusco

 

 

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“Il 25 aprile non può rappresentare una data divisiva, rappresenta il fondamento della nostra Repubblica. Scendiamo in piazza per ricordare il sacrificio dei partigiani, in difesa dei diritti e della pace, poichè le conquiste di allora continuano ad essere messe in discussione e vogliamo fare sentire la nostra voce”. Lo...

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