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Piantedosi chiude il G7 di Mirabella: “Contro il terrorismo pronti ad adottare qualsiasi misura lecita”

Documento congiunto con gli altri ministri dell’Interno europei: “Dobbiamo bloccare l’escalation della crisi in Medio Oriente che può avere un impatto sulle nostre comunità”

MIRABELLA ECLANO – La conferenza stampa finale, dopo la sessione mattutina dei lavori del G7 di Villa Orsini, a sorpresa viene anticipata. Il vertice sull’immigrazione è appena concluso, poco dopo le 12 di oggi 4 ottobre 2024. Dal centro stampa i giornalisti vengono trasferiti nella sala congressi. Il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, prima di attendere le domande degli inviati, fa un’introduzione, quasi a riassumere questa due giorni di lavori in cui si sono affrontati temi quali terrorismo internazionale, cybersicurezza, droghe leggere come il fentanil, flussi migratori e contrasto all’immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani, l’intelligenza artificiale… Prima, però, si sofferman sulla location scelta per ospitare il G7: “Ho riscontrato ogni elemento di fattibilità, in un luogo che ha tutte le caratteristiche per prestarsi a questo tipo di collocazione. E, al termine dell’evento, possiamo dire che ha svolto interamente il proprio ruolo. E contribuito a dare, del nostro Paese, una immagine positiva per la capacità di organizzare e ospitare eventi del genere”.

Il ministro ha, quindi, voluto ringraziare “quanti hanno lavorato per l’ottima riuscita di questa ministeriale: forze dell’ordine, coordinate dalla prefettura di Avellino, vigili del fuoco, il comparto sanitario. E i cittadini di questa bellissima località, Mirabella Eclano. Grazie a tutta l’Irpinia: hanno manifestato entusiasmo contribuendo a garantire l’ottimo svolgimento”. Piantedosi e il suo staff hanno, quindi, lavorato “nell’ottica di creare meno disagio possibile alle normali attività quotidiane”. Tornando alla due giorni di confronti con i ministri dell’Interno di Francia, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Stati Uniti d’America e Canda, ai quali stamattina si sono aggiunti quelli dei Paesi Outreach, cioè Algeria, Libia, Tunisia, più il vice presidente della Commissione europea, organizzazioni come Unhcr e Oim, l’Interpol, “tutti hanno dato – continua Piantedosi – una preziosa collaborazione per la qualità di interventi ed esperienze. E’ stara una sessione di lavoro ricca di spunti”.

Al termine è stata adottata una dichiarazione congiunta finale “che racchiude, come in questi casi, e sintetizza i principali impegni. E se, da un lato, abbiamo tenuto una linea di continuità con i precedenti meeting, presenta numerosi elementi di novità”. “Sul fronte del terrorismo – ha continuato l’inquilino del Viminale – è un momento delicato. Pronti ad adottare qualsiasi misura lecita, nazionale ed internazionale. Dobbiamo bloccare l’escalation della crisi in Medio Oriente che può avere un impatto sulle nostre comunità”. Piantedosi reputa “prioritario garantire, ai cittadini, il massimo livello di sicurezza. In modo coordinato e deciso, condividendo le nostre risorse”.

Intanto, ieri mattina ha avuto un collegamento con l’Ucraina, durante il quale, il ministro, ha ribadito “l’incrollabile impegno a supportare le ragioni dell’Ucraina, l’importanza di uno scambio di informazioni per individuare potenziali eventuali terroristi infiltrati nei flussi migratori regolari, oltre che per monitorare il contrabbando di armi”.

Sempre nel documento finale del G7, aggiunge il ministro dell’Interno, un elemento di discussione ha riguardato la “valorizzazione delle indagini finanziarie per accertare l’uso illecito di cripto valute, a cui le organizzazioni criminali fanno sempre maggiore ricorso, per occultare i loro profitti illeciti”. Passando alla questione delle droghe di ultima generazione, sono state raggiunte “strategie condivise di prevenzione e contrasto alla diffusione degli opzioni sintetici, il fentanil, che in Usa è diventato un flagello e sta causando centinaia di migliaia di vittime”. Quindi “è una sfida che ci vede impegnati con il massimo degli sforzi. A questo proposito stiamo approntando una strategia che si basa sulla sinergia tra governo, polizia, istituzioni sanitarie e mondo scientifico”. Per adesso è stata “rafforzata la cooperazione internazionale di Polizia al fine di monitorare il traffico di stupefacenti che avviene sempre più spesso tramite vendite on line e per spedizione dei pacchi al consumatore finale”. Cosa che, per Piantedosi, “è sempre più insidioso e difficile da intercettare”.

In merito, invece, al traffico dei migranti e alla tratta di esseri umani “con un’unica voce – continua il ministro – si è giunti alla conclusione che la priorità è rappresentata dallo smantellamento del cartello dei trafficanti”. I trafficanti “mettono a repentaglio la vita dei migranti, violano le leggi e quindi bisogna agire con forza e decisione. Le politiche migratorie devono essere governate e affidate agli Stati”. Allo stesso tempo, il G7 “si assume l’impegno per incidere sulle cause che spingono le persone ad emigrare, favorendo le condizioni di sviluppo economico e sociale nei paesi di origine dei flussi”. Piantedosi fa riferimento, come hanno fatto gli stessi partner, al cosiddetto “Piano Mattei e al processo di Roma, che il governo ha voluto avviare da questo punto di vista”. Secondo il titolare del ministero di via Arenula “intendiamo tutelare il diritto a non dover emigrare. Ciascuno deve poter costruire il proprio futuro nella propria patria, soprattutto le giovani generazioni”. Cinque i punti “di grande concretezza in cui abbiamo diviso il piano di azioni: rafforzamento delle capacità investigative ed operative, attraverso l’avvio di azioni con la creazione di una rete di unità specializzata in crimini e indagini nel campo del traffico dei migranti e della tratta delle persone. Quindi il rafforzamento della cooperazione internazionale, giudiziaria e di polizia, sviluppo e condivisione delle buone pratiche per contrastare i fattori che favoriscono il traffico dei migranti, l’intensificazione della cooperazione con i Paesi terzi di origine e di transito dei flussi migratori irregolari. Sviluppo e promozione di campagne di informazione e sensibilizzazione, anche in collaborazione con organizzazioni internazionali. Da ultimo l’implementazione, la conoscenza e il monitoraggio dei flussi in modo da anticipare le tendenze degli stessi flussi migratori, compresi gli irregolari, sia a livello globale che regionale”.

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Giancarlo Vitale

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