“Come area politica Radici e Futuro riteniamo che la scelta del candidato alla Presidenza della Provincia debba essere affrontata esclusivamente negli organismi del Partito Democratico di Avellino, attraverso un confronto politico serio, trasparente e democratico”. Così in una nota l’area pd di Radici e Futuro che fa riferimento a Pellegrino Palmieri e Franco Iovino.
“In queste settimane assistiamo a pressioni, sollecitazioni e continue speculazioni esterne che rischiano di indebolire il partito e di alimentare confusione in una fase politicamente delicata. A tutto questo si aggiunge una situazione organizzativa ancora incompleta, con diversi organismi del partito che ad oggi non risultano ancora nominati. Tutto ciò avviene mentre il Partito Democratico, insieme agli alleati del campo largo, è impegnato nella campagna elettorale a sostegno di Nello Pizza. Proprio per questo riteniamo ancora più grave alimentare tensioni e dinamiche divisive in un momento che dovrebbe invece richiedere responsabilità, unità e concentrazione sugli obiettivi politici ed elettorali comuni. Se oggi si è arrivati a questo punto è anche per il mancato confronto negli organismi provinciali del partito. Quando le decisioni vengono ristrette a pochi e non si alimenta il dibattito politico negli organismi democratici, inevitabilmente si apre la strada a interventi e condizionamenti esterni. È proprio l’assenza della politica e del confronto interno a generare un indebolimento dell’autonomia del partito provinciale. Se gli organismi funzionassero pienamente, nessuno potrebbe pensare di sostituirsi alle scelte della federazione irpina. Per noi il tema non è il nome del candidato. Se il presidente uscente Rizieri Buonopane dovrà essere riconfermato oppure se si dovrà individuare un’altra soluzione, sarà il Partito Democratico di Avellino, nella sua Direzione provinciale, a dover assumere questa decisione.
Crediamo che il PD debba recuperare pienamente il valore della partecipazione democratica, del confronto e della collegialità, evitando che decisioni così importanti vengano condizionate da dinamiche esterne o da percorsi ristretti che finiscono soltanto per dare l’immagine di un partito di fatto commissariato”.



