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Scotellaro e il verde fecondo della poesia

È il sussurro potente di un filo d’erba che trema, la poesia di Rocco Scotellaro, intellettuale lucano, simbolo e testimone di un Sud, sud dell’Italia e sud della vita, che si affanna, che resiste, che lotta e che spera. Icona luminosa dell’impegno per il riscatto della sua terra amara e per le giuste rivendicazioni di giustizia ed equità sociale. Il poeta autentico, capace, nelle sue liriche, di evocare e, in un profondo afflato creativo, di dare vita, ai paesaggi, ai rituali, alle tradizioni, alle magre gioie e alle pesanti fatiche della sua gente e della povera Basilicata nei difficili anni del Dopoguerra. L’osservatore attento  e il documentarista sagace che, nelle corpose inchieste demo-antropologiche, dimostra grande acume e il politico attivo, intelligente e lungimirante, che coniuga l’impegno letterario con la militanza e l’azione concreta a favore del territorio, fino all’assunzione, nel 1946, della carica di Sindaco della sua Tricarico a soli 23 anni  – il sindaco più giovane della neonata Repubblica – con la realizzazione di importanti opere pubbliche come l’Ospedale Civile nel suo paese e l’edificio scolastico. Le aspre vicissitudini della sua esistenza e il destino crudele che ha stroncato la sua vita a soli trenta anni, non hanno domato  il suo spirito coraggioso e fiero e non hanno indebolito mai il legame viscerale con la sua terra e la sua gente.

La lotta e la passione che hanno caratterizzato questo autore si esprimono in maniera dirompente e vigorosa soprattutto nella sua attività poetica. Hanno l’ardore del fuoco che divampa, alcune sue liriche, hanno la luce invitta dell’alba che viene, hanno la forza affamata della vita che spezza le catene, hanno l’odore del pane buono spezzato su povere mense, custodiscono l’essenza della vita, della vita vera.  È grande il cuore dei poeti, è immenso il cuore di Rocco Scotellaro. Il cuore del letterato, dell’ideologo, del narratore sociale, del politico attivo, e pure il cuore dell’uomo sincero e appassionato che, nella lotta e tra i versi, rivela la fragilità e il fremito del suo animo innamorato. Nel respiro tuonante delle pagine poetiche, in particolare, nei versi delicati  di una lirica meravigliosa, riluce lo sguardo limpido ed eterno di Rocco . È la poesia Fra me e te, in cui, nella meraviglia delle immagini palpitanti, in una sinergia profonda dell’essere con la natura che è cornice e splendido ordito di questa trama poetica, si intrecciano le anime frementi e gli intensi battiti del cuore ardente. Versi che superano la dimensione terrena e materiale dell’amore e dell’unione e ricamano orli di cielo… ( fra me e te / voglio piantare un frutteto. / Con le tue braccia intreccerò una vite / e quando la pioggia verrà / non ti lascerò sola. / Appena il sole sarà alto / ti canterò nelle vene / ogni sera verrò a bere / ai tuoi grappoli, / poi l’alba verrà )

Pagine appassionate e sagge sono state scritte in merito alla poliedrica e vivace attività letteraria di questo autore, iniziative sociali ed eventi culturali hanno valorizzato e rinvigorito l’impegno da lui profuso sempre a favore della sua gente testimoniando con forza che Rocco Scotellaro merita sicuramente di essere ricordato tra i grandi nomi della Cultura non solo meridionale. Poeta della giustizia e del riscatto, della lotta e della coraggiosa azione, ma pure, e forse soprattutto, poeta dell’umanità, del sentimento, dell’empatia e dell’affratellamento. Poeta dell’amore che lotta e che alimenta il verde fecondo della vita e della speranza che fiorisce pure nella terra gialla e rapata dove i monti si perdono lungo la via.

Emilia Dente

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