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Morti nei cantieri edili, la Cgil: la dignità non è merce di scambio

La strage di Firenze, le tante stragi sul lavoro, la lunga scia di sangue e di morte in Italia. In tutta Italia, mercoledi 21 febbraio, in tutti i cantieri edili, si terranno 2 ore di sciopero (nelle ultime 2 ore di ogni turno) per denunciare le troppe falle del sistema del lavoro. In una lettera aperta, il Segretario Generale Fillea Cgil Avellino e Benevento, Massimo Graziano, per dire che la dignità dei lavoratori non è merce di scambio, che si muore sul lavoro non per fatalità ma perché qualcuno commette un reato.

«Anche la ministra del lavoro – scrive tra le altre cose Graziano – ci assicura che nelle prossime ore saranno presi provvedimenti importanti, dimenticando forse il protocollo dello scorso anno tra ispettorato nazionale e consulenti del lavoro che, dando un importante ruolo proprio ai consulenti, prevede che se i professionisti danno la cosiddetta asseverazione alle aziende, i controlli su quelle imprese saranno considerati “non prioritari”. Noi ci teniamo a ricordare che i consulenti lavorano per le aziende, quindi proprio super partes non direi; provvedimento pensato da chi un attimo prima di essere ministra del lavoro era presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro… ma dai, siamo seri».

«Anche la questione del non rispetto del Ccnl edile nei cantieri, ma il ricorso ad altre tipologie contrattuali, è interpretato nel modo non corretto – continua il segretario Fillea Cgil – Intanto se qualcuno ce lo consente, nei cantieri edili ci lavorano operai edili, con le stesse tutele, gli stessi diritti e stessi salari. Ma la cosa che deve farci riflettere è che il ricorso ad altri tipi di contratto apre scenari che parlano solo di risparmio in termini economici. Allora mettendo le cose in fila abbiamo di fronte una cosa tanto seria quanto semplice. Se un lavoro lo si fa in tempi piu’ stretti, magari lavorando più di 10 ore al giorno, o magari lavorando più di 12 giorni senza mai riposare, e ancora magari si usano prodotti scadenti, e magari senza “perdere tempo” rispettando regole sulla sicurezza che rallentano i lavori, beh, chiaro che il profitto sara’ piu’ ampio. Allora, per essere chiari, dire adesso basta significa dire che tutti insieme siamo ben consapevoli che tutte queste cose provocano morti e per noi la vita delle persone vale molto di più. Io so di poter parlare a nome di tutto il mondo sindacale, e tutto il mondo imprenditoriale serio, che mette al centro la qualità del lavoro e il rispetto delle persone, che rappresenta la stragrande maggioranza delle imprese. Con Ance, con Cna e con tutti quelli che vogliono dire basta, noi vogliamo fare ancora di più e nelle prossime ore lo andremo a dire agli organi di governo, chiedendo di prendere impegni concreti in tutti i lavori che si dovranno svolgere nei nostri territori, a partire da quelli legati al Pnrr. Scriviamo insieme regole più stringenti e chiare dove il rispetto del contratto edile nei cantieri sia solo l’inizio, dove sia bandita la regola del massimo ribasso, dove si prendono impegni vincolanti sul non ricorso ai subappalti a cascata dove si chiedono e si garantiscono le massime tutele in tutti i cantieri».

Lo sciopero di mercoledi 21 febbraio, in tutti i cantieri edili, servirà a portare con ancora più forza «il grido dei tanti operai che ogni giorno col loro impegno e troppo spesso, col loro sacrificio, ci dicono che la loro dignità non è merce di scambio, che si muore sul lavoro non per fatalità  ma perché qualcuno commette un reato. Vogliamo dignità  per tutti!».

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