Slitta al 10 settembre l’udienza preliminare nei confronti dell’ex assessore adel comune di Avellino Giuseppe Negrone e di altri tre imputati, due dei quali dipendenti di “IrpiniAmbiente” (società estranea alle contestazioni) per cui la Procura di Avellino ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione elettorale, quella che sarebbe avvenuta alle ultime elezioni comunali nel capoluogo irpino. Un’omessa notifica per il comune di Avellino, individuata come persona offesa, ha fatto saltare l’udienza per l’ex assessore comunale all’Ambiente e gli altri tre imputati. Davanti al Gup Pasquale Cerrone si doveva discutere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura per l’ex componente della giunta comunale del capoluogo irpino, che nello stesso procedimento è indagato e anche parte offesa. Il fascicolo, coordinato dal sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro, ricostruisce la vicenda avvenuta alle elezioni amministrative di giugno del 2024.
Tra gli imputati figura P.S. accusato di tentata estorsione aggravata, usura e voto di scambio, suo figlio G. S. imputato per usura in concorso, con tassi indicati nell’atto di accusa come non inferiori al 65% annuo e P.C. accusato di tentata estorsione. Compare nel procedimento anche un ex assessore all’Ambiente del Comune di Avellino Negrone . La sua posizione è duplice: persona offesa per le presunte condotte estorsive e coimputato nel capo relativo al voto di scambio. L’x assessore che ha negato di aver mai fatto promesse ai due suoi presunti estortori e’ difeso dal penalista Gerardo Di Martino, gli altri tre imputati dagli avvocati Claudio Frongillo e Francesco Maiello.
Tra gennaio e febbraio 2025 P.C e P. S. si sarebbero presentati più volte a Piazza del Popolo, durante le sedute del Consiglio comunale, per avvicinare l’ex assessore. Gli incontri indicati negli atti sono datati 21 e 27 gennaio e 28 febbraio. Occasioni durante le quali, gli imputati avrebbero rivolto all’assessore richieste e pressioni, accompagnate – secondo l’accusa – da espressioni minacciose. In uno degli episodi, l’ex assessore si sarebbe allontanato trovando riparo nella stanza del sindaco.


