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Minacce alle figlie di Meloni e Piantedosi, la sindaca di Avellino Nargi: “Inaccettabili. Arginare deriva antidemocratica”

Un unanime coro di vicinanza e solidarietà al ministro irpino dell’Interno Matteo Piantedosi per le minacce rivolte via social a lui e alla premier Giorgia Meloni da un professore campano: un coro trasversale che va dal sindaco del suo paese di origine, Pietrastornina, Amato Rizzo alla sindaca di Avellino Laura Nargi, passando per il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa.

Il sindaco Rizzo: “In qualità di Sindaco di Pietrastornina, mi sento profondamente colpito dalle parole di inaudita violenza espresse nei confronti del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e delle sue figlie. Non solo come rappresentante istituzionale, ma anche a titolo personale, desidero esprimere la mia più ferma condanna verso ogni forma di attacco verbale che oltrepassa i confini del confronto civile e colpisce affetti familiari, valori personali e il senso stesso delle istituzioni. Il legame di amicizia che da anni mi unisce al Ministro rende ancora più doloroso assistere a simili espressioni di odio, tanto più quando rivolte a chi, con serietà e spirito di servizio, rappresenta lo Stato in uno dei suoi ruoli più delicati. A nome dell’intera amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza di Pietrastornina, terra di origine del Ministro Piantedosi, voglio far giungere a lui e alla sua famiglia un messaggio di vicinanza, rispetto e solidarietà. In un tempo in cui il linguaggio pubblico dovrebbe tendere all’equilibrio e alla responsabilità, rinnoviamo l’invito al rispetto della persona, della dignità e del ruolo istituzionale”.

Dal Circolo Socio- Culturale PetraStrumilia forte solidarietà al proprio Presidente  -Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per  le ignobili minacce rivolte ai suoi affetti più cari. Nella giornata di ieri il tweet choc che aveva preso di mira le figlie del ministro. “Il Consiglio Direttivo, il suo segretario ed i soci tutti sono orgogliosi del proprio Presidente Matteo Piantedosi, sempre attento alle esigenze delle comunità e al cambiamento di contesti culturali e sociologici sui quali s’innesta la vita delle nuove generazioni”. Il Circolo PetraStrumilia condanna ogni forma di intimidazione o minaccia   per esprimere e determinare cambi di rotta nelle politiche. La  dialettica politica non può esprimersi MAI in questi termini.  Il Circolo ribadisce infine,  piena fiducia alle forze dell’ordine  e alle autorità preposte che  sapranno adottare i giusti provvedimenti.

“Con la vita delle persone non si scherza, il dissenso non deve mai arrivare alla violenza. Esprimo la mia più ferma condanna alle  minacce rivolte agli affetti più cari del Ministro dell’ Interno, l’ irpino Matteo Piantedosi. Si  tratta di un gesto inaccettabile. Al ministro Piantedosi rivolgo la mia totale vicinanza e solidarietà e quella della Uil Pa Vigili del Fuoco di Avellino. Sono certo che le forze dell’ordine e le Istituzioni preposte sapranno ammonire in modo esemplare il presunto responsabile”. Ad esprimere vicinanza anche  l’Unione Sindacala di Base Vigili del fuoco.

Piena solidarietà e vicinanza anche dal gruppo consiliare e il circolo “Scegliamo Pietrastornina” che condannano fermamente il vile atto di intimidazione indirizzato alle figlie del Ministro dell’Interno l’irpino Matteo Piantedosi: “Siamo al fianco del nostro conterraneo, Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e alla sua famiglia, per le intimidazioni ricevute ieri via social. Le istituzioni locali devono fare quadrato per esprimere un concetto forte e chiaro: la voce del dissenso non può mai superare il limite del vivere civile”.

E solidarietà, estesa anche alla premier Giorgia Meloni, arriva anche dalla sindaca di Avellino Laura Nargi: “Le gravissime minacce indirizzate a mezzo social nei confronti delle figlie del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sono inaccettabili e vanno condannate duramente. La violenza verbale, anche quando viene espressa nascondendosi dietro una tastiera, non ha nulla a che vedere con il diritto costituzionale a manifestare il proprio dissenso. Bensì, appartiene a quella cultura dell’odio, spesso personale, e del livore che, ahimè, pervadono ed inquinano sempre di più il dibattito politico e minano alla radice la corretta dialettica democratica. L’attacco subito da Meloni e Piantedosi, ancor più perché indirizzato ai figli, è particolarmente vile. Come sindaco di Avellino, esprimo loro la massima vicinanza. Abbiamo il dovere, anche in quanto amministratori pubblici, di lavorare perché la deriva antidemocratica che troppo spesso si manifesta anche nel linguaggio, venga arginata, in favore di un modo più civile e consono di esprimere, legittimamente, la propria opinione”.

Il senatore della Lega, nonché commissario provinciale del Carroccio, Gianluca Cantalamessa: “Quando la violenza verbale raggiunge simili picchi di odio, tutto diventa abominevole. Vergognoso prendere di mira rappresentanti istituzionali, ancor più grave farlo minacciando i loro figli. Da parte nostra ferma la condanna verso questi gesti e massima la solidarietà nei confronti della premier Meloni e del ministro Piantedosi. Qui non c’entra la politica, semplicemente manca il buonsenso e anche la dignità. Lo stesso fatto che a minacciare la figlia della premier sia un professore campano aggiunge ulteriore gravità. Non so quanti genitori vorrebbero i propri figli educati da un soggetto tanto squallido, che passa il proprio tempo a insultare in rete i figli di Matteo Salvini e non ha risparmiato odio nemmeno per altri membri del Governo. Le scuse, oltre che tardive, sono un maldestro e codardo tentativo di non prendersi le proprie responsabilità, visto il tentativo che il professore ha fatto per nascondere i propri post sui social. Una vergogna totale”.

Piena solidarietà anche dal deputato Michele Gubitosa, vicepresidente del M5S: “Gli insulti e le aggiaccianti minacce rivolte al ministro Piantedosi e alla sua famiglia sono un gesto ignobile e un atto vile. Il dissenso e la dialettica politica sono ben altra cosa, questo è solo odio irresponsabile. Al ministro e ai suoi familiari porgo la mia più sincera solidarietà“.

 

 

 

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