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Inchiesta Dolce Vita, il 3 dicembre ricorso in Cassazione per l’ex sindaco Festa

Sarà  discusso il  prossimo tre dicembre  davanti ai magistrati della VI Sezione Penale della Cassazione il ricorso presentato dalla Procura di Avellino contro l’ordinanza del luglio scorso con  la quale i giudici della Sezione Feriale del Tribunale del Riesame (misure reali) di Avellino hanno annullato il sequestro di 40mila euro nei confronti dell’ ex sindaco Gianluca Festa (difeso dall’avvocato Luigi Petrillo) e di 25mila euro nei confronti di un imprenditore (difeso dall’avvocato Domenico Carchia) dopo la notifica della seconda misura cautelare.

Mentre il 21 novembre è prevista l’acquisizione delle copie forensi del cellulare di un altro imprenditore  difeso dall’avvocato Valeria Verrusio. La procura di Avellino sta continuando le indagini per  le prove dopo la pronuncia dei giudici della Corte di Cassazione, dopo diverse acquisizioni di documenti e testimonianze di persone informate sui fatti.

 

LE INDAGINI

Dopo le pronunce della Cassazione, Carabinieri e Guardia di Finanza, su delega della procura  sono ritornati con assiduità  al comune di  Avellino, alla ricerca di atti e documenti a sostegno dell’impianto accusatorio dell’inchiesta Dolce Vita. Dalla scorsa settimana le visite dei militari si sono susseguite presso il settore finanze di palazzo di città  e la segretaria generale dell’ente. Continue le informazione e gli atti richiesti allla nuova segretaria generale Maria Luisa Dovetto.  Nessun nuovo filone di indagine,  anzi i militari hanno richiesto una  corposa documentazione e relativa alle accuse all’ex sindaco Gianluca  Festa e contenuta nella prima ordinanza di custodia cautelare. Sotto i riflettori della procura  ancora una volta sulla doppia delibera firmata per Rds, le sponsorizzazioni ad Eurochocolate e i  concorsi pubblici per funzionario tecnico  e vigili urbani.

Acquisizioni che proseguono anche dopo la pronuncia della suprema Corte. iIgiudici della Corte di Cassazione hanno annullato senza rinvio le ipotesi di reato di depistaggio, corruzione per atti contrari ai doveri, induzione indebita e rivelazione del segreto d’ufficio contestate all’ex sindaco Gianluca Festa. Sentenze che di fatto hanno determinato la scarcerazione di Festa ai domiciliari dal 18 aprile scorso.

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