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Quindici, i Carabinieri sequestrano piantagione di cannabis in alta quota

 

Continua l’azione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, finalizzata a contrastare l’ormai dilagante fenomeno di coltivazione di marijuana in terra irpina.
Questa volta l’opera dei Carabinieri della Compagnia di Baiano ha consentito di interrompere l’attività di coltivazione di stupefacenti organizzata in località montana del Comune di Quindici, a circa metri 750 di altezza.
In particolare, l’operazione è scattata su iniziativa del Carabinieri della locale Stazione che, con il risolutivo intervento di velivolo del 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano (SA), hanno scoperto una cospicua piantagione di cannabis all’interno di un castagneto, sottoponendola a sequestro penale.
Nello specifico, veniva rinvenuta una serra contenente decina di piante in fase di inflorescenza nonché un sistema di irrigazione con un serbatoio d’acqua da 500 litri, tre bidoni di fertilizzante ed altro materiale necessario alla loro coltivazione.
Gli ideatori della serra, al fine di occultarla da occhi indiscreti, l’avevano ricoperta con un telo verde, così da mimetizzarla con l’ambiente circostante. Le piante rinvenute, tutte alte circa 2 metri, sono state asportate dal personale operante e, unitamente al fertilizzante ed al materiale utilizzato per la relativa coltivazione, poste sotto sequestro, del quale ne è stata data notizia alla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Dott. Rosario Cantelmo.
I successivi accertamenti qualitativi e quantitativi eseguiti presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Salerno, consentiranno di accertare la quantità di principio attivo contenuta nelle piante sequestrate e le dosi di stupefacente ricavabili.
Sono in corso indagini volte all’individuazione dei responsabili dell’illecita coltivazione: non si escludono ulteriori sviluppi.
L’attività per la lotta alla droga ha dunque dato nuovi risultati. Il positivo esito di tali operazioni di servizio è anche frutto della profonda conoscenza del territorio dei militari dell’Arma.
 

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